Smollicare le nozioni in briciole a destra e a manca non è cultura. Spizzicare esperienze agitandosi in superficie per raccontare falsamente profondità mai viste è ridicolo e improduttivo. Il metodo non ci regala alcun piacere vero e non cambierà mai nulla della nostra esistenza. Una lista di evanescenti nozioni o momenti equivale a girare in tondo, saltando a infinite illusorie conclusioni per poi ripartire per il giro dell'acquario. Diverso e più significativo è saper approfondire, incontrare da vicino per una volta le corrispondenze, le riflessioni, gli irresoluti dietro una singola, penetrante esperienza, che sia artistica, umana, scientifica: questo è cultura, "coltivare", preludio al raccolto.

E per chi scrive, "Le Scienze" è stato proprio questo: un raccolto mensile mai banale, la costruzione di un archivio personale che ravviva costantemente la biblioteca, una continua sorgente di ispirazione e rinnovo della passione scientifica.

Il mio fortunato incontro con la rivista è avvenuto nel 1990 in un'edicola di Roma davanti all'Istituto di Anatomia Umana dell'Università La Sapienza. E da lì in poi, articolo dopo articolo, ho apprezzato uno stile negli anni sempre più chiaro, contenuti sempre rigorosi e una grafica attenta all'esperienza visiva. Per coltivare, appunto, una storia di letture che scorre parallela alle proprie vicende biografiche e sovrappone a momenti e impegni una nuova motivazione.

Dalle pagine di questo lungo romanzo a capitoli mensili, nelle storie dettagliate delle scoperte, è anche arrivato puntuale un continuo richiamo all'unità della cultura: curando gli aspetti scientifici e mantenendo uno sguardo sempre attento a tratti umanistici e al contesto storico, questa pubblicazione incredibilmente longeva ha saputo raccontare, senza mai erigere barriere, il pensiero umano delimitandolo negli unici confini validi: le profondità che può raggiungere.

Innumerevoli volte la confusione delle giornate lavorative ha trovato nuovo ordine e calma nel fluire delle parole scritte sull'ultima copia della rivista "Le Scienze" in una lettura serale, un altro piccolo pezzo di un viaggio culturale che non è fine a se stesso. E' chi siamo diventati durante il viaggio il vero scopo, il significato che esalta cuore e anima.

FT